Tra fine inverno e inizio primavera — indicativamente tra febbraio e aprile, a seconda del clima locale — capita di notare sulle chiome dei pini caratteristici nidi bianco-argentei, avvolti in un filamento sericeo. Sono i nidi della processionaria del pino, larve di una farfalla notturna che rappresentano uno dei rischi più concreti per la salute di alberi, persone e animali domestici.
Come si sviluppa il nido
Le larve si nutrono degli aghi di pino e, mescolando escrementi e residui vegetali, costruiscono il caratteristico nido sulla chioma, dove restano fino a raggiungere la maturità.
Il momento più critico
Tra gennaio e marzo le larve lasciano il nido e scendono dall’albero in una lunga fila ordinata — da cui il nome “processionaria” — per raggiungere il terreno e proseguire il proprio ciclo. È proprio in questa fase che il rischio per l’uomo e per gli animali diventa concreto: i peli urticanti presenti sul dorso delle larve possono provocare reazioni cutanee anche serie al semplice contatto, e risultano particolarmente pericolosi se inalati o se entrano in contatto con gli occhi.
Misure preventive
Diverse azioni possono limitare la proliferazione prima che sia necessario un intervento più drastico: la rimozione manuale dei nidi non appena individuati, la potatura dei rami più colpiti, l’uso di trappole a feromoni per catturare le farfalle adulte prima della deposizione delle uova, l’installazione di barriere fisiche attorno al tronco per impedire alle larve di raggiungere il suolo, e il favorire la presenza di predatori naturali come alcune specie di uccelli.
Quando serve un trattamento mirato
Nei casi di infestazione più estesa, l’uso controllato di insetticidi specifici può rendersi necessario: un intervento che va sempre affidato a una ditta specializzata, capace di operare in sicurezza e nel rispetto dell’ambiente circostante, senza danneggiare altre specie.
Un monitoraggio costante
Controllare regolarmente gli alberi a rischio, soprattutto nei mesi più critici, permette di intervenire tempestivamente non appena compaiono i primi segnali, riducendo sensibilmente le probabilità di un’infestazione su larga scala.
Quanto costa un intervento
Il costo dipende da diversi fattori: estensione dell’area e numero di alberi da trattare, metodo scelto (la rimozione manuale ha un costo diverso rispetto ai trattamenti insetticidi), accessibilità del sito e dimensione delle piante coinvolte. In media, la maggior parte delle ditte di disinfestazione applica una tariffa tra 150 e 200 euro ad albero: per una valutazione precisa conviene sempre richiedere più preventivi e verificare la reputazione dell’azienda scelta.